Sarroch fa rima con rock. Lo sanno bene gli appassionati del genere che nelle estati scorse hanno potuto applaudire sui palchi della cittadina costiera alle porte di Cagliari gruppi storici del calibro dei Deep Purple, i Simple Minds, i Motorhead. Anche quest'anno il “Sarroch Summer Grooves” - il cartellone allestito dalla cooperativa Vox Day con il contributo del Comune (Assessorato alla Cultura e Spettacolo) e della Regione Autonoma della Sardegna (Assessorato allo Spettacolo e Attività Culturali e Assessorato al Turismo)- si è aperto con una band di culto: i Tuxedomoon, protagonisti due settimane fa di un concerto che sarà difficile dimenticare.Lunedì (4 agosto) l'albo degli ospiti illustri si arricchisce di un'altra firma da storia del rock: nei cortili della ritrovata Villa Siotto atterrano infatti i Jefferson Starship, con il chitarrista-cantante Paul Kantner in cabina di pilotaggio e un bagaglio di brani tratti dal vasto repertorio del gruppo e dei suoi leggendari predecessori, i Jefferson Airplane. Accanto al leader, sul palco a partire dalle ore 21:30, John Ferenzic alla chitarra, Chris Smith alle tastiere, Tony Morley alla batteria e le voci di un altro veterano del gruppo, David Freiberg (cofondatore dei Quicksilver e già imbarcato sia nei Jefferson Airplane che nei Jefferson Starship) e di Cathy Richardson, il membro più recente, nel ruolo reso famoso da Grace Slick.
San Francisco, 1965: il cantante Marty Balin e Paul Kantner fondano un gruppo destinato a diventare uno dei simboli di una stagione intensa e cruciale non solo per la musica: i Jefferson Airplane. Il loro primo album, “Jefferson Airplane Takes Off” esce nel 1966. L'ingresso della cantante Grace Slick, l'anno dopo, contribuisce a lanciare il successo di “Somebody to Love” e “White Rabbit”, autentici inni della “Summer of Love”. Negli anni delle lotte per i diritti civili e della contestazione contro la guerra in Vietnam, l'“aeroplano” Jefferson diventa un'icona del rock psichedelico attraverso le memorabili apparizioni sui palchi dei festival di Monterey, Woodstock, Altamont e i solchi di dischi come “Surrealistic Pillow”, “Crown of Creation”, “Volunteers”": album che superavano i limiti consueti dell'espressione lirica e musicale introducendo i toni stridenti della protesta, ma capaci anche di cantare pace e amore.
Il volo dei Jefferson Airplane durerà appena sette anni: nel 1972 il gruppo si scioglie ma a proseguirne la rotta, nel 1974, sarà ancora Paul Kantner (che nel frattempo aveva consegnato all'album “Blows Against the Empire” la sua visione utopica e fantascientifica della musica e della società). Con lui vecchi compagni di viaggio, come Marty Balin e la splendida voce di Grace Slick, e nuovi membri d'equipaggio, riuniti sotto le insegne di Jefferson Starship: l'aereo è diventato astronave. Il primo disco, “Dragonfly”, spopola nelle radio con “Ride the Tiger” e “Caroline”. Per una decina d'anni i Jefferson Starship si affermano come uno dei gruppi di maggior successo artistico e commerciale firmando album come “Red Octopus” (1975), “Spitfire” (1976), “Earth” (1978), “Freedom at Point Zero” (1979) “Winds of Change” (1981), “Nuclear Furniture” (1983), e singoli come “With Your Love”, “St. Charles”, “Count on Me”, “Runaway”, “Jane”.
Nel 1979 Marty Balin lascia i Jefferson Starship per dedicarsi all'attività solistica. Cinque anni dopo Paul Kantner fa altrettanto. L'astronave passa attraverso separazioni e ricongiungimenti, progetti paralleli e cambi di insegna, rimpasti di nomi e di organico. Nel 1992 Kantner ne riprende la guida, poco dopo torna a bordo anche Balin, anche se non sempre in pianta stabile negli ultimi anni. Nel 1995 esce “Deep Space/Virgin Sky”, tratto da un concerto dedicato alla memoria di Papa John Creach, lo storico violinista della “famiglia” Jefferson scomparso nel '94; poi, nel '99, “Windows of Heaven” (in studio) e ancora un album (doppio) dal vivo “Across the Sea of Suns” (2001), mentre è alle viste “The Tree of Liberty”: lunedì a Sarroch c'è da immaginare che se ne ascolterà qualche assaggio, insieme a pezzi storici dell'aeroplano e dell'astronave Jefferson.
I biglietti, a 22 euro, si possono comprare a Cagliari presso il Box Office in viale Regina Margherita 43, la Libreria in piazza Repubblica 23 e il tabacchino di piazza Yenne 44. Prevendita anche al bar Sa Ruxi di Sarroch, e nelle stazioni Trenitalia di Cagliari, Iglesias, Serramanna e San Gavino. Biglietti in vendita online attraverso il sito internet www.vivaticket.it. Dalle 19 botteghino aperto alla Villa Siotto. Biglietto speciale a 15 euro per tutti gli iscritti al Musikarel, l'ufficio della musica di Cagliari.
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VOX DAY
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