Confindustria: hotel penalizzati da agriturismo Sardegna e B&B Sardegna
Il presidente della sezione Turismo di Confindustria della Sardegna Meridionale parla di concorrenza sleale e di danno d'immagine causati dalla crescita esponenziale della ricettività complementare.Concorrenza sleale. Ma anche danni per l'immagine e l'ambiente dell'isola. Con l'estate appena alle spalle, il presidente della sezione Turismo di Confindustria Sardegna Meridionale, Nicola Palomba, tiene il clima caldo con una riflessione polemica. In attesa dei numeri ufficiali (per quelli Istat ci vorranno due anni, la Regione non ha un osservatorio), Palomba, «senza tralasciare peso e ruolo della cosiddetta economia turistica ricettiva sommersa, in particolare quella delle seconde case, che sfugge a qualsiasi controllo», chiama in causa anche «un'offerta ricettiva complementare», fatta in particolare di agriturismo e bed and breakfast, con circa 1.500 strutture rispetto a 860 hotel della Sardegna. I NUMERI Incrociando i dati legati all'obbligo di comunicazione del numero degli ospiti con gli arrivi nel solo aeroporto di Cagliari-Elmas, emerge un quadro «contraddittorio», che fa pensare «ad una palese sottostima del fenomeno reale. Appare evidente l'enorme differenza (più del doppio) degli arrivi in aeroporto rispetto agli arrivi registrati negli alberghi, persone che da qualche parte dovranno pure andare». LE INCOMBENZE Burocrazia, controlli, fisco, sicurezza, prevenzione incendi e via elencando, senza dimenticare l'ultima incombenza, le nuove regole per la classificazione degli hotel Sardegna. «Ben diverso appare il quadro che si riferisce alle strutture complementari. Queste, che per una parte rilevante viaggiano in totale anonimato, non sono soggette alla medesima rigida disciplina e controllo al quale sono sottoposti gli alberghi e, tranne rari casi di eccellenza, pure quando sono richiesti determinati vincoli, sembrano osservare gli stessi alquanto elasticamente . Ad esempio», aggiunge Palomba, «è noto che tra i Bed and Breakfast Sardegna dell'intero territorio regionale, una percentuale rilevante mette a disposizione molti più posti letto di quelli fissati dalle norme e una parte consistente di essi offre servizi di colazione ben diversi da quelli previsti dalla normativa vigente».EFFETTI COLLATERALI Nicola Palomba parla di danni per l'ambiente, «con un carico antropico non gestibile perché non controllato». Poi ci sono «la concorrenza sleale», fatta di prezzi più bassi (meno controlli, meno spese, meno oneri) e i danni d'immagine. «Spesso», dice Palomba, «l'offerta turistica viene messa nei circuiti di promozione e comunicazione (internet in primis) che non distinguendo in modo appropriato le caratteristiche del servizio, compresa la sua sicurezza, rischiano di confondere le idee del turista sulle capacità professionali degli operatori sardi e più in generale sul livello di civiltà e sicurezza della regione. Questo, anche a discapito di quegli operatori della ricettività complementare che rispettano e fanno di tutto per rispettare in modo onesto le regole».EMANUELE DESSÌ
Fonte:
L'Unione Sarda
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