venerdì 14 novembre 2008

La Mutazione. Miracolo e tradimento nel dopoguerra italiano

“La Mutazione. Miracolo e tradimento nel dopoguerra italiano”, progetto ideato da Mario Faticoni, con l'obiettivo di favorire una riflessione sulla società italiana e sui cambiamenti profondi che l'hanno interessata a partire dal secondo dopoguerra, ha, in queste prime due annualità, avuto il merito di presentare il pensiero critico di uomini di cultura e teatranti di spicco come Andrea Cortellessa, Alessandro Portelli, Enzo Moscato, Maria Paiato, Mario Perrotta, Giuseppe Liotta, Alessandro Nidi.
Per la terza annualità del progetto, il centro di intervento teatrale Il crogiuolo, dopo aver dato vita a spettacoli come “Blood Boom Break. Perversa vitalità nel dopoguerra italiano” e “Illogica Allegria. Omaggio a Giorgio Gaber” (presentato in anteprima in febbraio al teatro Sant'Eulalia. Entrambi scritti e interpretati da Mario Faticoni), concentra la propria attenzione sul '68 producendo, in collaborazione con il Teatro Filodrannatici, lo spettacolo “Formidabili quegli anni” di Mario Capanna. Lo spettacolo con in scena Giulio Casale, un attore seguito attualmente con particolare attenzione da critica e pubblico, dopo il debutto al Piccolo Teatro di Milano e la partecipazione al Festival di Sant'Arcangelo, verrà rappresentato in Sardegna al Piccolo Auditorium di Cagliari il 15 e 16 novembre 2008, ore 21.
Il ’68 e’ stato un anno fondamentale a tal punto da diventare ‘sostantivo’ come raramente nella storia è accaduto.
Mario Capanna è stato un leader naturale del movimento studentesco, un testimone privilegiato che con grande fedeltà e rigore ha documentato le sue esperienze in numerosi scritti, primo fra tutti il celebre Formidabili quegli anni.
Fino ad oggi non era mai successo che questi scritti venissero utilizzati per una rappresentazione teatrale nonostante la loro evidente forza dinamica ed evocativa.
Nel 2008 finalmente anche il teatro riconosce quella straordinaria esperienza. Un solo attore in scena rievoca fatti, slanci, ideali, contraddizioni propri di quegli anni.
Giulio Casale è il protagonista di questo evento culturale, sia sul piano dell’interpretazione che della trasposizione drammaturgica del testo. Essendo egli anche affermato cantautore e interprete della difficile arte del Teatro Canzone, nel corso della rappresentazione interpreta varie composizioni di autori legati a quel periodo storico (Boris Vian, De Andrè, Tenco e altri).
Formidabili quegli anni risulta quindi una originalissima operazione culturale che in un unico atto teatrale alterna parti di pura evocazione a momenti cantati, avvalendosi in entrambe le situazioni della presenza di un musicista, Carlo ‘Cialdo’ Capelli, autore delle musiche di scena. La regia è di Emilio Russo.

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