Il festival Dromos pianta le tende per due sere a Capo Mannu
con Noa, Omara Portuondo, Michela Murgia e Silvia Corda.
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Capo Mannu, lembo estremo della penisola del Sinis, nell'Oristanese. Da due estati a questa parte, il Comune di San Vero Milis e Dromos allestiscono qui “Altri mari”, due serate di musica (e non solo) da godere nell'insolita e suggestiva cornice di quest'angolo di Sardegna scolpito dai venti e dalle onde. Dall'altra pare del mare, nelle passate edizioni, vi sono approdati con i loro bagagli di suoni Paolo Fresu, Nguyen Le, Dhafer Youssef e Eivind Aarset, e poi Jon Hassell, gli Chat Noir e John De Leo, ma anche Stefano Benni con i racconti di Sinbad e Moby Dick, e David Riondino con pagine di Mark Twain ed Ernesto Ragazzoni.
Domani (martedì 15) e mercoledì (16 luglio), con inizio alle ore 22 e ingresso gratuito, l'evento si ripete, ma con un cast tutto al femminile: la cantante israeliana Noa, la cubana Omara Portuondo, la pianista cagliaritana Silvia Corda e la scrittrice Michela Murgia, anche lei sarda (di Cabras). E' del resto la regola del decimo festival Dromos, all'insegna delle donne. Anzi, delle “Donne d'altrimari”, come recita il titolo di questa edizione, titolo che non a caso allude e rimanda proprio all'appuntamento di Capo Mannu. Lasciata Oristano, fin qui epicentro del festival che ha preso il via martedì scorso (e che si chiuderà la settimana prossima in un altro centro della provincia, Nurachi), Dromos pianta dunque le tende per due serate in riva al mare.
Nella prima – domani, martedì 15 – brilla la stella di Noa, la grande cantante nata in Israele da genitori originari dello Yemen, cresciuta negli U.S.A. e poi tornata nello stato ebraico per spiccare il volo nel mondo della musica. Guarda proprio alla sua terra di origine il progetto che presenta a Capo Mannu, “Genes & Jeans” (titolo anche del suo ultimo disco), in cui rivisita le canzoni yemenite ascoltate da bambina dalla voce della nonna. Con Noa, sul palco, il chitarrista Gil Dor (colui che l'ha scoperta e lanciata per diventarne poi il direttore artistico e musicale, produttore, coautore e arrangiatore), Gil Zohar alle tastiere, Anat Firestone al basso elettrico, Jean Paul Zimbris alla batteria e Gadi Seri alle percussioni.
Preceduta dalla pianista cagliaritana Silvia Corda (ore 22) con la seconda parte dei suoi "Piano portraits" (la prima l'ha presentata mercoledì scorso, a Oristano, nel concerto d'apertura del festival), mercoledì (16 luglio) tiene banco un'altra grande cantante in arrivo da una terra d'altri mari: la cubana Omara Portuondo, la "Señora" del Buena Vista Social Club, splendida voce femminile riscoperta e lanciata su scala internazionale dal progetto musicale di Ry Cooder e dal film di Wim Wenders. Classe 1930, in patria era già una stella negli anni Cinquanta e Sessanta, quando contribuiva a dare forma al "filin", una versione cubana della bossa nova con influenze jazz. Voce di straordinaria versatilità, capace di attraversare le diverse tradizioni dell’“Isla Grande” (son, guajira, boleri), la Portuondo approda in Sardegna con Swami Jr. alla chitarra, Harold Lopez Nussa al piano, Felipe Cabrera al basso e due percussionisti, Batista Andrés Coayo e Rodney Yllarza Barreto.
“Fil rouge” delle due serate, le letture della scrittrice Michela Murgia, una delle firme più interessanti della nuova narrativa sarda. Accompagnata domani (martedì 15), in apertura di serata (ore 22), dai suoni gutturali e potenti del Coro a Tenore "San Gavino" di Oniferi, e mercoledì invece dal pianoforte di Silvia Corda, l'autrice di "Il mondo deve sapere" e del recentissimo "Viaggio in Sardegna" proporrà "Altremadri", un testo inedito, appositamente scritto per il festival Dromos.
Al termine di ciascuna serata, ancora musica con i DJ set di Luca Tanchis e Jimmy Spiga.
www.dromosfestival.it
con Noa, Omara Portuondo, Michela Murgia e Silvia Corda.
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Capo Mannu, lembo estremo della penisola del Sinis, nell'Oristanese. Da due estati a questa parte, il Comune di San Vero Milis e Dromos allestiscono qui “Altri mari”, due serate di musica (e non solo) da godere nell'insolita e suggestiva cornice di quest'angolo di Sardegna scolpito dai venti e dalle onde. Dall'altra pare del mare, nelle passate edizioni, vi sono approdati con i loro bagagli di suoni Paolo Fresu, Nguyen Le, Dhafer Youssef e Eivind Aarset, e poi Jon Hassell, gli Chat Noir e John De Leo, ma anche Stefano Benni con i racconti di Sinbad e Moby Dick, e David Riondino con pagine di Mark Twain ed Ernesto Ragazzoni.
Domani (martedì 15) e mercoledì (16 luglio), con inizio alle ore 22 e ingresso gratuito, l'evento si ripete, ma con un cast tutto al femminile: la cantante israeliana Noa, la cubana Omara Portuondo, la pianista cagliaritana Silvia Corda e la scrittrice Michela Murgia, anche lei sarda (di Cabras). E' del resto la regola del decimo festival Dromos, all'insegna delle donne. Anzi, delle “Donne d'altrimari”, come recita il titolo di questa edizione, titolo che non a caso allude e rimanda proprio all'appuntamento di Capo Mannu. Lasciata Oristano, fin qui epicentro del festival che ha preso il via martedì scorso (e che si chiuderà la settimana prossima in un altro centro della provincia, Nurachi), Dromos pianta dunque le tende per due serate in riva al mare.
Nella prima – domani, martedì 15 – brilla la stella di Noa, la grande cantante nata in Israele da genitori originari dello Yemen, cresciuta negli U.S.A. e poi tornata nello stato ebraico per spiccare il volo nel mondo della musica. Guarda proprio alla sua terra di origine il progetto che presenta a Capo Mannu, “Genes & Jeans” (titolo anche del suo ultimo disco), in cui rivisita le canzoni yemenite ascoltate da bambina dalla voce della nonna. Con Noa, sul palco, il chitarrista Gil Dor (colui che l'ha scoperta e lanciata per diventarne poi il direttore artistico e musicale, produttore, coautore e arrangiatore), Gil Zohar alle tastiere, Anat Firestone al basso elettrico, Jean Paul Zimbris alla batteria e Gadi Seri alle percussioni.
Preceduta dalla pianista cagliaritana Silvia Corda (ore 22) con la seconda parte dei suoi "Piano portraits" (la prima l'ha presentata mercoledì scorso, a Oristano, nel concerto d'apertura del festival), mercoledì (16 luglio) tiene banco un'altra grande cantante in arrivo da una terra d'altri mari: la cubana Omara Portuondo, la "Señora" del Buena Vista Social Club, splendida voce femminile riscoperta e lanciata su scala internazionale dal progetto musicale di Ry Cooder e dal film di Wim Wenders. Classe 1930, in patria era già una stella negli anni Cinquanta e Sessanta, quando contribuiva a dare forma al "filin", una versione cubana della bossa nova con influenze jazz. Voce di straordinaria versatilità, capace di attraversare le diverse tradizioni dell’“Isla Grande” (son, guajira, boleri), la Portuondo approda in Sardegna con Swami Jr. alla chitarra, Harold Lopez Nussa al piano, Felipe Cabrera al basso e due percussionisti, Batista Andrés Coayo e Rodney Yllarza Barreto.
“Fil rouge” delle due serate, le letture della scrittrice Michela Murgia, una delle firme più interessanti della nuova narrativa sarda. Accompagnata domani (martedì 15), in apertura di serata (ore 22), dai suoni gutturali e potenti del Coro a Tenore "San Gavino" di Oniferi, e mercoledì invece dal pianoforte di Silvia Corda, l'autrice di "Il mondo deve sapere" e del recentissimo "Viaggio in Sardegna" proporrà "Altremadri", un testo inedito, appositamente scritto per il festival Dromos.
Al termine di ciascuna serata, ancora musica con i DJ set di Luca Tanchis e Jimmy Spiga.
www.dromosfestival.it
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