di Nadia Cossu
OLBIA. «Aga Khan, tutti i tuoi danni di nome fanno Gianni». È uno degli striscioni esposti ieri mattina all'aeroporto Costa Smeralda di Olbia. Il primo è il principe SA Karim, proprietario di Meridiana, il secondo è Gianni Rossi, l'amministratore delegato. La sintesi è presto fatta dai dipendenti della compagnia aerea di bandiera della Sardegna: «Dirigenza incapace ed incompetente». Ieri i dipendenti hanno incrociato le braccia per 24 ore. Cinquanta i voli cancellati.
Una vertenza che non sembra esser prossima alla conclusione. Soprattutto se il famigerato e tanto atteso piano industriale, che l'azienda dovrebbe presentare il prossimo 19 giugno, si rivelerà, come annunciato dallo stesso management, "lacrime e sangue". Un piano che, a detta dei rappresentanti dell'Anpav (associazione professionale assistenti di volo), «sembra prevedere dismissioni di aeromobili, tagli di attività, riduzioni di personale e delle loro retribuzioni». Sono molteplici e complesse le ragioni della protesta sfociata ieri nel clamoroso sciopero: «la prima vera giornata di lotta - dice Miriam Cocco della Fit Cisl Gallura - con un'adesione dei lavoratori pressochè totale».
Nel mirino dei dipendenti della compagnia dell'Aga Khan le «pericolose operazioni finanziarie» portate avanti dal management, l' «assenza di progetti industriali», la «cessione incontrollata di voli e linee da Meridiana ad altre compagnie aeree» (del gruppo e non ndr), il «mancato rinnovo della flotta». Per questi motivi piloti, assistenti di volo, associazioni di categoria e organizzazioni sindacali hanno scioperato per 24 ore garantendo però, nel rispetto della legge nazionale, 63 voli. Nessun disagio per i passeggeri che erano stati preventivamente avvisati dalla compagnia aerea. Uno sciopero di quattro ore è stato proclamato anche dai lavoratori di Air One.
Al Costa Smeralda erano presenti anche i consiglieri regionali galluresi e il sindaco di Olbia Gianni Giovannelli. Tutti al sit in non solo per dare una testimonianza di solidarietà. Concretezza, in primis. «La crisi di Meridiana - è stata la dichiarazione unanime - riguarda la Sardegna intera e dobbiamo difendere questo importantissimo patrimonio con le unghie e con i denti».
Roberto Casotto, rappresentante dell'Anpac (associazione nazionale piloti aviazione civile), ha parlato di «crisi programmata dall'amministratore Rossi che continua a non prendere decisioni strutturali. Per esempio la sostituzione della flotta degli aeroplani, efficienti ma vecchi. Il prezzo del carburante è alle stelle - ha aggiunto il comandante - e gli aeroplani Meridiana consumano il 30 per cento in più rispetto a quelli di ultima generazione». Mancano, in sostanza, investimenti, nella prospettiva di un rilancio, nonostante il mercato mondiale sia in crescita.
Anche in considerazione di questo tra i lavoratori si fa larga la convinzione di una «chiusura pilotata di Meridiana». Lo spiega bene Francesco Gambella, delegato sindacale dell'Anpav: «hanno volutamente distrutto un'azienda che non è solo un bene della Sardegna ma dell'Italia intera. Meridiana sta cedendo rotte molto remunerative che vengono operate da altri vettori (ad esempio Eurofly e Alitalia) con lo stesso modello di aeroplano». Ma ciò che preoccupa ancor più è il silenzio della proprietà, del principe Aga Khan.
Il sindaco di Olbia Giovannelli ha espresso la necessità di una maggiore chiarezza da parte della dirigenza. «Non lasceremo nulla di intentato - ha annunciato - perchè riteniamo impensabile lo smantellamento di Meridiana a vantaggio di altri vettori».
Fonte:
La Nuova Sardegna
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